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Come rimproverare un bambino e farlo sentire amato

Come rimproverare un bambino e farlo sentire amato

20th November 2015 // Portfolio

Educare un bambino non è tra le più facili delle cose. Spesso, poi, i sensi di colpa, le paure, assalgono il genitore. “E se stessi esagerando?”. “Sta pensando che non gli voglio più bene?” Ma è possibile rimproverare un bambino e fare in modo che non dubiti del nostro amore?

Secondo lo psicologo infantile Gerard E. Nelson sì. Il suo “The one minute scolding” (la sgridata di un minuto), si è rivelato un valido metodo per migliorare il rapporto tra il bambino e l’adulto, sia in famiglia che a scuola.

E’ scientificamente provato che la capacità di attenzione di un bambino dura appena un minuto e per rinnovarsi ha bisogno di continui stimoli. Secondo Nelson, quindi, affinché funzioni, la sgridata deve essere breve, diretta, immediata e, allo stesso tempo, deve essere rassicurante e deve avvenire in intimità.

 

Come rimproverare, quindi, il nostro bambino efficacemente?

La sgridata deve essere..

..breve!

Come detto, dopo pochissimo i bambini “spengono l’audio”; è, quindi, inutile dilungarsi in infinite spiegazioni : il rimprovero dovrà durare al massimo un minuto!

..immediata!

Il bambino va sgridato “al momento”, quando il fatto è appena accaduto. Come se vivesse in un “eterno presente”, lui non ha ancora la capacità pensare al futuro o di risalire al passato. E’, quindi, inutile punirlo alla sera per qualcosa successo molte ore prima: non capendo il motivo del nostro comportamento, ne rimarrebbe solo ferito. Per questo, frasi come “Stasera niente cartoni” o “Vedrai quando verrà papà” non dovrebbero mai essere usate.

...limitata a un singolo episodio!

Nostro figlio ci ascolterà solo per pochi secondi è, quindi,inutile usare l’ultima marachella per rinfacciargli tutti i guai combinati durante la giornata; comunicare un solo messaggio per volta, inoltre,ne aumenta le possibilità di apprendimento. Evitando l’elenco di tutte le malefatte delle ultime 24 ore, inoltre, eviteremo di  fargli pensare che “non ne combina una giusta”, cosa che potrebbe avere  un forte impatto negativo sulla sua autostima.

..intima!

Mai richiamare nostro figlio davanti ad estranei! La fiducia in sé stesso e nelle sue capacità ne risentirebbero. E’ sempre meglio prenderlo da parte e spiegargli in cos’ha sbagliato. Spesso, poi, i bambini richiamati “in pubblico” tendono a negare spudoratamente per evitare brutte figure o a trasgredire ancor di più, quasi per vendicarsi.

..rassicurante!

 “Sgridare” non significa “smettere di amare”; un bambino, però, questo non lo sa. E’ importante, quindi, riprenderlo con fermezza manifestandogli, però, contemporaneamente, amore, stima e fiducia.

 

Ma come si può sgridare un bambino trasmettendogli, allo stesso tempo, amore?

1. Riferiamoci in maniera precisa all’episodio che ci ha fatto arrabbiare; in questo modo eviteremo che il bambino pensi che “tutto quello che fa non va bene” .

2. Parliamogli dei nostri sentimenti, di come ci sentiamo quando lui fa qualcosa che a noi non fa piacere.

3. Spieghiamogli che noi capiamo quello che prova, il suo disagio, i suoi sentimenti: il messaggio deve essere “non sei tu ad essere sbagliato; devi solo modificare il tuo comportamento”.

4. Non ci stanchiamo di ribadire le “solite” regole; ricordiamo sempre che alcuni comportamenti non sono innati, ma sono oggetto di apprendimento. Evitiamo, poi, di usare espressioni che negano la possibilità di migliorarsi come “sei sempre il solito..”, “come sempre..”, “non sei mai..”, ecc.

5. Parliamogli delle conseguenze che può avere il suo comportamento “Se continui a rompere i loro giochi i bambini, poi, non vorranno più stare con te”. Solo in questo modo potrà capire che il comportarsi male rappresenta uno svantaggio per lui più che per noi.

M.M.